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Giovedì, 18 Febbraio 2016 10:48

Fermata a Trento banda criminale di profughi richiedenti asilo. 16 arresti e denunce.

Fermata a Trento banda criminale di profughi richiedenti asilo. 16 arresti e denunce.
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L'autore Redazione Trento


Ieri mattina la Squadra Mobile della questura di Trento ha eseguito dieci misure cautelari tra custodia in carcere, arresti domiciliari e obbligo di firma.

Iniziata alle prime luci dell’alba di mercoledì 17, l’operazione Mandinka ha portato alla luce un vasto traffico di droga e riciclaggio di denaro tra Rovereto e Trento gestito da un’organizzazione criminale, i cui sodali erano giunti in Italia perché richiedenti Asilo. I membri della banda, infatti, erano in attesa o in possesso ovvero avevano presentato ricorso per ottenere il permesso di Asilo per motivi politici/umanitari o di protezione sussidiaria.

Il bilancio dell’indagine, coordinata dal dott. De Angelis Fabrizio sost. Procuratore della Procura della Repubblica di Rovereto è di 11 persone arrestate, ( 3 dei quali avvenuti ad ottobre del 2015), 2 con l’obbligo di firma e 4 denunciati a piede libero, di cui un minore segnalato alla Procura della Repubblica per i Minorenni di Trento, per un totale di 17 persone.

Nell’ambito della stessa attività vanno inclusi ulteriori due arresti, eseguiti verso fine del 2015, iscritti nell’ambito dell’operazione “Pinguino”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento, per un totale di 19 persone, tutte richiedenti Asilo e in parte ospiti della Provincia Autonoma di Trento con i progetti di accoglimento gestiti da Cinformi.

Gli investigatori della Squadra Mobile, diretti dal Vice Questore Aggiunto Salvatore Ascione, nella seconda metà del 2015, dopo una morte dovuta all’assunzione di stupefacenti e diversi casi di overdose a Rovereto e Trento hanno iniziato a scandagliare il complesso mondo dello spaccio in provincia, cercando di comprendere i canali di approvvigionamento dello stupefacente che stava mietendo vittime nel capoluogo e nella città di Rovereto.

Alcuni giorni dopo, grazie ad una intensa attività di intelligence, vennero intercettate alcuni dosi della droga killer. Si scoprì che lo stupefacente, proveniente da Napoli e Roma veniva importato da un’organizzazione di cittadini del Gambia. Scattò, immediatamente, l’operazione della Polizia e, grazie anche alla collaborazione del Commissariato, a Rovereto vennero fermati e arrestati 2 cittadini del Gambia che trasportavano, nell’ano, numerosi ovuli contenenti eroina. Le analisi, poi attesteranno un elevato grado di purezza, possibile concausa delle overdose.

Nei mesi successivi, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Rovereto, gli investigatori scoprirono che la banda, composta prevalentemente da cittadini del Gambia e del Senegal giunti, dapprima a Rovereto, in parte ospiti del centro di prima accoglienza di Marco –Rovereto-, e successivamente a Trento, collocati nell’ambito dei progetti di accoglienza della stessa provincia, aveva creato una fitta rete di persone e contatti allo scopo di inserirsi nel mercato della droga.

In quei giorni, grazie anche con la collaborazione della Provincia Autonoma di Trento – Cinformi - il cui contributo nel corso delle operazioni è divenuto elemento essenziale, vennero non solo ricostruite le singoli posizioni dei richiedenti asilo ma, comprese le gerarchie, metodologie, linguaggi, distribuzione e clienti dell’organizzazione stessa. Sono di conseguenza state predisposte le richieste delle misure cautelari fondate su circostanze gravi, precise e concordanti che hanno permesso al Sost. Procuratore Fabrizio De Angelis di chiedere ed ottenere dieci provvedimenti cautelari, eseguiti alle prime luci dell’alba del 17 c.m., nei confronti di:

            Custodia cautelare in carcere

Arresti domiciliari con braccialetto elettronico:

Obbligo di presentazione giornaliere presso il Comm/to P.S di Rovereto:

Denuncia a piede libero

Nel corso dell’indagine, verso la fine dell’anno 2015, su richiesta del sost. Procuratore della Procura della Repubblica di Trento dott.ssa Licia Scagliarini, nell’ambito dell’operazione “Pinguino”, sono stati, peraltro, arrestati i sotto elencati soggetti tuttora in carcere:

Anche questi ultimi richiedenti asilo e ospitati nell’ambito dei progetti di accoglienza.

Durante le indagini sono state, inoltre, sequestrate notevoli quantità di droga e diverse migliaia di euro, è contestato inoltre il reato di riciclaggio 648 bis c.p. nei confronti di uno dei componenti l’organizzazione. Nelle fasi dell’indagini, infatti, è emerso che il denaro ricavo dello spaccio veniva, settimanalmente, inviato in Gambia, per il tramite di connazionali che fungevano da corrieri residenti a Milano. Il giro d’affari è risultato essere di alcuni decine di migliaia di euro.

 

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Commenti  

+2 #1 Enrico 2016-02-18 21:32
Ottima operazione; secondo il mio parere la retata non è completa. Andrebbero aggiunti anche tutti gli altri africani che hanno richiesto asilo : per me sono tutti spacciatori o potenziali tali. Il vero orrore è che in Trentino si drogano a migliaia. I nostri droghini hanno sulla coscienza milioni di morti in tutto il mondo a causa dei trafficanti e delle vittime innocenti uccise. Sfruttatori, mafie, organizzazioni criminali che pesano in modo enorme sui bilanci dei governi per contrastare il traffico. Caos nelle città come appare oggi Trento; milioni di Euro spesi dal servizio sanitario per curare questi imbecilli. Dovrebbe essere tutto a carico di questi idioti, altro che starsene a casa su una comoda poltrona o anche in altri luoghi a "bucarsi" o a sniffare cocaina, etc. Visto che non si possono mettere dentro e che non hanno alcuna intenzione di smettere, questi immorali assassini andrebbero denunciati ed obbligati a pagare regolarmente migliaia di €. a testa allo Stato.
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