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Mercoledì, 10 Settembre 2014 12:35

Trento, lo stupro di una città che non può più chiudere gli occhi

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L'autore Roberto Conci


Il dovere di un cronista serio dovrebbe esulare dalle facili demagogie o dal perseguire fantasie populiste che ci hanno portato dove ci hanno portato. Ormai anche il meno scafato dei cittadini ha capito che le leggi penali all’acqua di rose erano dettate dalla necessità di non intralciare in primis condotte criminose di rappresentati parlamentari, i fatti sono sotto gli occhi di tutti.

Questa premessa serve a far capire la pena che si prova a raccontare della nostra città da un punto di vista obiettivo. E infatti trovatemi un solo cittadino (esterno al Municipio) che non si sia messo a sogghignare in tono sprezzante quando hanno decretato Trento la città ideale d’Italia: quando non parlavano di bufala i commenti erano di poco convinta commiserazione per quella sorta di bidonville afghane che in paragone sarebbero dovute essere le altre città fuori provincia.

E’ evidentemente cronica e contagiosa la miopia dei politici, e parlo di politici trasversalmente, di destra e di sinistra, che affacciati alle finestre dai loro lussuosi uffici di piazza Dante sembra non vedano il suk sottostante, dove sotto i loro occhi si consuma quotidianamente ogni genere di illecito alla luce del sole, lo stupro di una città.

Un amico di Roma, di recente in visita a Trento, ha avuto la malaugurata idea di sedersi ad una panchina della piazza-vetrina di Trento per leggersi il giornale in pieno giorno. E’ scappato a gambe levate dopo dieci minuti, ed il suo commento è stato che nemmeno alla stazione Termini sono ridotti così, tra spaccio alla luce del sole e proposte continue di ogni genere di reato.

Non me la sono sentita di dirgli che a pochi metri da quella piazza, il simbolo dell’accoglienza trentina ai visitatori, ci sono vari uffici colmi di tutori dell’ordine che magari avrebbero anche voglia di ripulirla, ma dall’alto hanno ordini evidentemente contrari alla logica, perché se è vero che si tratta di settori specializzati, Finanza, Polizia Postale, Ferroviaria, Giudiziaria ecc... è pur vero che non sembra difficile mettere insieme due uomini in divisa anche interforze e a turno farli pattugliare la piazza, se la Questura o il Comando dei carabinieri proprio non ce la fanno.

Si è fatto qualcosa, per pochi giorni, solo quando la città era stata messa a ferro e fuoco da scontri tra spacciatori come nella Los Angeles post-Rodney King. Ma era un'altra cosa e la Polizia americana, che sensatamente ha le mani meno legate della nostra, non ci ha messo molto a riportare l’ordine anche se le proteste potevano essere condivisibili.

Alcuni professionisti venuti dal sud hanno avuto la malaugurata idea di affittare degli appartamenti in centro storico, una vetrina della storia e dell’arredo urbano, all’apparenza. Inizialmente contenti di abitare nella città del Concilio hanno cambiato subito idea.

Mi raccontano che da quattro anni hanno paura a rientrare a casa la sera, quando non vengono fatti oggetto di scherni da parte di bande di sfaccendati seduti a bere fino al mattino in ogni stagione, per non parlare di continui furti alla macchina e serrature forzate.

Mi dicono che nel loro elegante palazzo del centro storico staziona pressoché ogni sera una coppia di tossicodipendenti con un cane di grossa taglia senza museruola e con chissà quante malattie, che indifferenti al fatto di violare un domicilio se ne stanno contenti nel sottoscala in attesa di decidere se passare ad un upgrade di vita e rapinare qualcuno per la dose. Sempre meglio che lavorare in comunità.

Gli inquilini chiamano di continuo la Polizia, arriva, allarga le braccia impotente, ed è finita lì. La scorsa settimana, come nei peggiori bassifondi di Bogotà, una ragazza incinta di parecchi mesi era intenta a prepararsi un crack con il suo compagno in un passaggio che porta ad una delle più eleganti piazze della città.

Quel poco di cronaca che filtra dai fatti occorsi, visto che molti non sono nemmeno denunciati poiché i cittadini hanno capito che la giustizia è alla frutta e subiscono passivamente in attesa di tempi migliori, è solo la punta dell’iceberg di quello che effettivamente accade nella città migliore d’Italia. Provate a sentire cosa ne pensano i pochi negozianti del centro che non sono fuggiti a gambe levate inseguiti dagli esosi locatori e dai criminali comuni, o chi gestisce un chiosco in p.za Dante.

Provate ad ascoltare come ho fatto io i racconti degli abitanti del centro storico. Provate a sentire informalmente i racconti degli stessi operatori delle forze dell’ordine impotenti e sempre più ingessati da inutile burocrazia. Avrete il report di Ciudad Juarez, altro che la ridente e tranquilla città alpina descritta così bene nelle redazioni politicamente corrette.

Intanto, i miei amici del sud, nella commiserazione di come siamo finiti, mi dicono che da loro almeno in certe situazioni hanno il capobastone ad ovviare alle carenze istituzionali. Fortunatamente almeno a traffico e siccità non siamo messi così male, ma forse erano questi i paramenti per dipingerci come il paese dei campanelli, sarebbe più esatto aggiungerci sirena e lampeggiante.

Scippi, aggressioni e rapine da strada stanno modificando radicalmente le abitudini di tutti. Mia madre, una donna di 78 anni che fino a poche settimane fa non avrebbe rinunciato per nessuna cosa al mondo alla messa ha deciso che seguirà la funzione in televisione.

Troppo rischioso uscire da sola mi ha detto. Solo ora mi accorgo che la sua casa è un vero e proprio bunker, croci di sicurezza su tutte le tapparelle, catene doppie sulla porta della cantina, il portoncino blindato chiudo con 4 mandate a qualsiasi ora della notte e del giorno. E’ davvero triste accorgersi che ti hanno “rubato” la serenità ma nessuno, a quanto pare ha soluzioni e rimedi a portata di mano.

«Possibile che nessuno riesca a trovare il modo per difendere Trento e i suoi abitanti?». La mia Trento non era così, e quelli della mia generazione lo sanno bene.

Nell’attesa che gli intoccabili vagabondi e nullafacenti di piazza Dante si impadroniscano anche del quartiere Muse mentre già si fregano le mani per la prossima riapertura di metà del parco rinnovato con le nostre tasse, si accettano scommesse su quanto verrà frequentato dai comunemente onesti mortali.

Ringraziamo infine di cuore la giuria per le lodi ricevute e la prima posizione in classifica tra i municipi Heidi-style, anche se ancora non sappiamo a che Cartello appartenessero i giurati.

 

Roberto Conci. 

 


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Commenti  

0 #5 giuseppe 2016-04-19 09:02
credo che aldila della percezione personale, e bene porre rimedio al progressivo degrado che si sta verificando , e in questo la città non e purtroppo sola ci sono le periferie....
prevenire e meglio che curare
buona giornata
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-3 #4 Alfiero 2014-09-01 23:59
@Roberta, sono perplesso anche io: la sua percezione mi interessa. E anche quella di @Nadia.
Signor Conci, per sua curiosità, io giro per il centro di giorno e di notte, compatibilmente con gli impegni di lavoro - il massimo che mi hanno chiesto è una sigaretta.
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+3 #3 Walter 2014-08-30 08:54
Forse i toni sono un tantino esagerati ma i concetti di fondo sono pienamente condivisibili. Piazza Dante o la zona della Portela sono sotto gli occbi di tutti;angoli di città, DEL CENTRO CITTA, abbondanati, lasciati allo sbando dove anche io,40enne ben piazzato, non mi aggiro tranquillo dopo mezzanotte.Che nostalgia della nostra ella Trento...
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-1 #2 roberta 2014-08-22 00:03
la scientificità dei dati sulla base dei quali lei sentenzia giudizi è almeno discutibile. Io sono una donna che abita in centro: vuole conoscere la mia percezione del fenomeno "degrado" nel centro di Trento?
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-1 #1 NADIA 2014-08-21 15:50
SEMBRA CHE LEI STIA DESCRIVENDO IL BRONX... E LO DICE UNA CHE HA VISSUTO IN VIA SOPRASASSO A GARDOLO, FIANCO A FIANCO CON LE PROSTITUTE.
MI SEMBRA UN BEL PO' ESAGERATA COME DESCRIZIONE!
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